Antropologia semiseria del pongista
Il sottotitolo di Ma non dovevamo giocare a Ping Pong? nasce dall’osservazione di un piccolo e particolare gruppo umano: i pongisti.
“Antropologia” è naturalmente una parola usata con una certa libertà. Non c’è alcuna pretesa scientifica, ma c’è parecchia osservazione: di persone, abitudini, rituali, linguaggi, manie e comportamenti che, palestra dopo palestra, finiscono curiosamente per ripetersi.
“Semiseria” perché nel Tennistavolo ci sono storie e argomenti sui quali c’è ben poco da scherzare. Ma ce ne sono molti altri in cui noi pongisti riusciamo a essere straordinariamente buffi senza neppure volerlo. A volte non serve inventare una battuta: basta raccontare quello che succede intorno a un tavolo.
E infine “del pongista”, perché questo libro parla certamente di Ping Pong e di Tennistavolo, ma soprattutto delle persone che ci giocano. Di chi è già pongista e di chi potrebbe diventarlo, magari dopo anni trascorsi a colpire una pallina al mare, in un oratorio o sul tavolo improvvisato di qualche amico.
È osservando queste persone che, a un certo punto, è nato anche qualcosa di inevitabile.
IL BESTIARIO PONGISTICO
È la parte più dichiaratamente comica di questa antropologia semiseria: una piccola classificazione di alcune specie che sembrano comparire, con sorprendente regolarità, nelle palestre di Tennistavolo.
Sono personaggi inventati, naturalmente. O quasi.
Il Bestiario non vuole naturalmente catalogare i pongisti in categorie precise. Ogni personaggio nasce dall’esagerazione di atteggiamenti, manie e situazioni realmente osservabili intorno a un tavolo. Qualcuno potrà riconoscere un compagno di palestra, qualcun altro un avversario incontrato in torneo. E qualcuno, con un po’ meno entusiasmo, potrebbe riconoscere sé stesso.
Questi personaggi fanno parte di Ma non dovevamo giocare a Ping Pong?, il libro da cui nasce questa antropologia semiseria del pongista
Il Professorino
Il Professorino perde 3-0, ma sa spiegarti perfettamente perché.
Mentre tu stai ancora asciugandoti il sudore, ha già ricostruito l’incontro, individuato i tuoi errori e preparato una relazione tecnica completa. Ogni punto ha una causa precisa: gomito troppo aperto, polso anticipato, piede sinistro in ritardo di qualche centimetro.
È convinto che il Tennistavolo sia una scienza esatta. Peccato che, mentre lui elabora la teoria, la pallina continui ostinatamente a cadere dalla sua parte.
Lo Sblusato
Lo Sblusato è pericolosissimo perché, a vederlo, sembra quasi che ti faccia un favore a scendere in campo.
Ha iniziato tardi, senza grandi lezioni e giocando soprattutto nei luoghi in cui il tavolo è più vicino al bancone che agli spogliatoi. Eppure legge bene l’avversario, reagisce agli imprevisti e non si stupisce di nulla.
Del resto, se hai giocato tra palline ovali, tavoli storti e crateri improvvisi, nel Tennistavolo ufficiale può spaventarti ben poco.
Il Topper Seriale
Il Topper Seriale conosce un solo colpo: il topspin. Tutto il resto è semplice attesa.
Per lui ogni scambio deve diventare una sequenza di aperture, contro-top e gesti spettacolari, anche quando l’avversario gli serve una pallina corta e bassa sotto la rete.
Si abbassa, carica le gambe e cerca comunque il colpo definitivo. A volte strappa gli applausi della palestra. Molto più spesso colpisce il bordo della racchetta e spedisce la pallina verso il soffitto.
Il Difensoraccio
Il Difensoraccio non si limita a difendere: trasforma ogni scambio in una piccola prova di resistenza morale.
Taglia, allunga, rallenta, sporca il ritmo e rimanda di là palline che sembravano ormai finite. Non ha l’eleganza del difensore classico né il fascino del gesto puro: ha qualcosa di più ruvido, più istintivo, più ostinato.
Contro di lui il punto non finisce mai quando pensi tu. Finisce quando lo decide lui.
E quasi sempre, a quel punto, sei già esasperato abbastanza da sbagliare da solo.
Il Meteorologo
Il Meteorologo è un giocatore preparatissimo. Non tanto sul Tennistavolo, quanto sulle condizioni atmosferiche.
Prima ancora di impugnare la racchetta ha già controllato umidità, temperatura, correnti d’aria, illuminazione, qualità delle palline e velocità del tavolo. Se vince, naturalmente, è stato bravo lui.
Se perde, invece, parte il bollettino meteo: troppa umidità, luce sbagliata, palline leggere, tavolo lento. O troppo veloce.
L’importante è che la colpa non sia mai della partita.
L’Autoblocker
L’Autoblocker non colpisce la pallina: si limita a farsi trovare esattamente nel punto in cui lei aveva deciso di passare.
È il classico giocatore che si allena molto, prende lezioni, ama il Tennistavolo e sogna da sempre un topspin definitivo. In allenamento quel colpo esiste eccome: esce bene, convinto, quasi elegante.
In partita, però, sparisce. E al suo posto compare il blocco. Sempre lui, puntuale, inevitabile.
Come se il corpo, in un eccesso di prudenza, avesse deciso di giocare da solo.
Il Panda
Il Panda sembra pacifico, innocuo, quasi sonnolento. Poi la pallina entra in gioco e, in qualche modo misterioso, arriva sempre dove serve.
Durante il riscaldamento ti chiedi seriamente se riuscirà a finirlo: si muove poco, a volte pochissimo, e dà quasi l’impressione di dover scegliere con calma il prossimo spostamento.
Poi inizia la partita e scopri che quella pallina la prende sempre. Non sai come, non sai quando, ma arriva. E quando arriva… fa male.
Il Braccino d’Oro
Sul 6-6 gioca come un campione. Sul 10-6 diventa improvvisamente un’altra persona.
La racchetta pesa il doppio, il tavolo sembra più piccolo e la rete si alza di almeno dieci centimetri. Non perde le partite: le accompagna lentamente verso la sconfitta, punto dopo punto, pensiero dopo pensiero.
Quando infine l’avversario chiude, guarda il vuoto e pronuncia sempre la stessa frase:
«Non so cosa mi sia successo…»
Noi, purtroppo, lo sappiamo benissimo.
Naturalmente il Bestiario non è completo. Nuove specie compaiono continuamente nelle palestre e alcune, probabilmente, non sono ancora state classificate.
E se leggendo queste descrizioni hai riconosciuto qualcuno, nessun problema. Se invece non hai riconosciuto nessuno… potrebbe essere il momento di chiederti quale di questi personaggi sei tu.












